Scuola

#LaScuolaContinua e, grazie alla didattica online, combatte contro il mostro COVID19

Succede a Parma in una seconda media, dove la didattica distanza ha portato alla nascita di giornalino e di un modo nuovo di fare scuola.

“Sbatti il mostro in prima pagina” è il titolo di uno dei più famosi film di Marco Bellocchio ma anche una regola d’oro per ottenere grande attenzione quando bisogna pensare al titolo di apertura di un quotidiano.
Regola che i ragazzi della 2E delle scuole medie dell’Istituto comprensivo Parmigianino di Parma hanno messo subito in pratica quando, durante le settimane di quarantena, sono stati “sfidati” dai propri professori a raccontare il Coronavirus, un mostro che aleggia su tutto il mondo, attraverso un giornalino di classe prodotto e organizzato da una vera e propria redazione online.

 

Nasce così la loro “prima pagina”; un racconto per immagini di tutta l’evoluzione del virus: dalla Cina questo si diffonde in Italia e nel resto del pianeta, prima con una faccia sorridente poi, acquisendo la corona, sempre più potente, diabolico e cattivo.
«Un gesto naturale e spontaneo quello dei ragazzi, nato da un lavoro quotidiano e dall’osservazione di quello che li circonda» è la testimonianza che ci fornisce la loro coordinatrice e insegnante di matematica e scienze Roberta Berni che, in questi giorni, ha seguito i ragazzi durante i loro impegni nella didattica a distanza.

 

Un processo che, almeno in questo contesto, ha portato da subito i propri frutti. Il segreto? Aver iniziato a sperimentare metodi alternativi alla didattica frontale sin dall’inizio dell’anno scolastico.
La professoressa Berni, infatti, quest’anno aveva deciso sin da ottobre che i propri alunni potessero confrontarsi anche con la classe online e utilizzare strumenti come WeSchool per poter approfondire quanto fatto in aula e implementare le proprie competenze. 
Utilizzando la metodologia della flipped classroom, ad esempio, Roberta preparava piccoli test di autoformazione da seguire a casa e da commentare e condividere poi dal vivo. Un processo virtuoso che, con l’arrivo dell’emergenza, ha portato a rendere meno traumatico l’approdo sull’aula virtuale.
 

«Nell’ecosistema della classe virtuale i ragazzi si sentono supportati e in contatto continuo con l’insegnante. Questo è un modo per rimanere sempre connessi mantenendo però sempre una guida di riferimento con cui possono interfacciarsi in qualsiasi momento. In poche settimane in una delle classi che seguo siamo anche riusciti a coinvolgere tutti gli insegnanti: ora è più facile per tutti rimanere allineati» continua il racconto della professoressa. La transizione dal periodo a.C. a quello d.C. (che nel gergo dei suoi ragazzi è “avanti” e “dopo Coronavirus”) è risultata quindi quasi una mossa naturale che, per quanto inedita, ha portato con sé energie nuove e una voglia inedita di lavorare insieme e racconatere. tutti gli aspetti della quarantena.
 

Ed è così che è nato il giornalino di classe, un esperimento di didattica condivisa dove arte, musica, letteratura e approfondimento si mischiano per dare un taglio diverso sia ai compiti forniti ai ragazzi che alla loro esperienza formativa. E se, in prima pagina, lo spazio lo prende il “mostro” è nella rubrica “Caro amico ti scrivo” – dove vengono scambiate le lettere che i compagni vogliono far arrivare a chi non riesce a connettersi online - che esce fuori il più grande desiderio di tutti: tornare ad abbracciarsi.

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