Codogno, 05/03/2020

#LaScuolaContinua – Codogno

E continua grazie ad Anna, professoressa di italiano che ha spostato le sue lezioni sulle aule di WeSchool, e alla sua 5A, che nonostante l’emergenza #Covid19 si prepara per la maturità 2020.

Sono ormai due settimane che tutto è fermo a Codogno, piccolo paese lombardo al centro dell’attenzione per l’emergenza #Covid19. Due settimane senza attività commerciali e bar aperti, di socialità ridotta al minimo e paura del contagio, di quarantena e scuole chiuse. O quasi.

Per la 5°A dell’IT Calamandrei, ad esempio, #LaScuolaContinua. «Appena ho capito che la situazione stava peggiorando e che, nel giro di poche ore, avremmo rischiato di rimanere bloccati a casa, ho subito pensato alle mie classi e a come avremmo potuto fare per continuare la didattica: giugno è dietro l’angolo e i ragazzi devono preparare la maturità» ci racconta Anna Fiorentini, insegnante di Italiano che, sin dal primo giorno di quarantena, ha deciso di reinventare il suo rapporto con gli alunni grazie al digitale, di reagire alla situazione. Da poco più di un anno tutte le sue ore di formazione aggiuntive, infatti, ruotano intorno alla stessa domanda: quanto sono compatibili con l’insegnamento online materie come storia e letteratura? È così che Anna incontra WeSchool, la startup che vuole digitalizzare la scuola italiana e che, proprio per questa emergenza - insieme a partner come TIM, Cisco, IBM e Google - ha lanciato la campagna #LaScuolaContinua. Piattaforme di e-learning, community di professori e informazioni sanitarie sul virus gli ingredienti principali di un portale presentato questa settimana per fornire a tutti gli strumenti giusti per continuare a imparare.

«Dal 22 di febbraio ho spostato la 5°A nell’aula virtuale di WeSchool e ho reimpostato totalmente le mie lezioni: ci vuole il doppio dello sforzo per partire - perché bisogna sempre immaginarsi contenuti preparati ad hoc - ma i risultati sono davvero soddisfacenti» è il feedback di Anna per queste prime lezioni: una volta impostata la nuova routine, infatti, diventa semplice aggiungere nuovi tasselli al percorso didattico. La scorsa settimana, ad esempio, i ragazzi avevano 25 minuti – non uno di più - per dire la loro sull’ultimo capitolo de “La coscienza di Zeno” e sulla poetica di Svevo: una verifica vera e propria.

«Ognuno può guarire dalla “malattia della vita” se è capace a dedicare sé stesso alle sue vere passioni» la risposta fornita da Manuel, 18 anni che, da Castiglione d’Adda, a pochi chilometri da Codogno, ci ricorda che nonostante tutte le difficoltà e la quarantena bisognerà soltanto aspettare che la campanella torni a suonare. Intanto #LaScuolaContinua.

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