Persone

La stessa barca

Intervista a Alex Moscetta rappresentante della Comunità di Sant’Egidio

Hanno un modo di parlare tutto loro nella Comunità di Sant’Egidio, e alle parole danno peso con oculatezza. Non fanno, ad esempio, “volontariato per i poveri”, ma “aiutano i loro amici”. Alex Moscetta, il rappresentante della Comunità di Roma con cui parliamo al telefono, è molto specifico a riguardo. È stanco, ci dice, stravolto, dalla dura attività degli ultimi due mesi, ma non può fermarsi, perché gli “amici” della Comunità, i più deboli, gli invisibili, i dimenticati – come invece li chiameremmo noi - in questo periodo hanno particolare bisogno del suo aiuto.

 

Dall’inizio dell’emergenza, non si è mai fermata l’attività del movimento laicale, che – non a caso – porta il nome del patrono degli storpi e dei lebbrosi: il numero degli ospiti senza fissa dimora, ci racconta Alex, è raddoppiato in tutta Italia durante l’emergenza (solo a Roma costituisce il 35% degli assistiti dalla Comunità) e ha richiesto un grande sforzo soprattutto nell’offerta di pasti gratuiti; “Ora c’è bisogno di cibo. Il cibo non basta mai, specialmente i prodotti speciali per i bambini piccoli e i neonati,” sottolinea Moscetta.

 

Ci racconta storie potenti e diverse da quelle che abbiamo più spesso sentito in queste settimane; storie di coraggio e di resilienza, come quella di una donna peruviana a Genova, operatrice sanitaria in partita IVA che, a ridosso dell’emergenza, ha perso il posto di lavoro. Si è rivolta alla Comunità in cerca di aiuto e da loro ha ricevuto il sostegno che le è servito per sopravvivere, ma prontamente ha scelto anche di unirsi ai volontari di Sant’Egidio: “Avevo bisogno di aiuto e sono stata aiutata. Ora tocca a me aiutare.”

 

Simile è la storia di un giovane a Roma, anch’egli ritrovatosi disoccupato da un giorno con l’altro, che vedendosi aiutato dagli “amici” della Comunità, non ha esitato a montare sul motorino e offrirsi volontario come rider per consegnare i pacchi solidali a i meno fortunati. Ora i pasti che riceve dalla Comunità li divide anche con alcuni vicini di casa, anch’essi in stato di necessità.

 

Una delle iniziative più rappresentative che Alex si sente di condividere è quella lanciata dalle donne e delle madri di molti quartieri capitolini (e promossa dalla Comunità), che sotto l’hashtag #ioaiutodacasa e #ioaiutochinonhacasa hanno ogni giorno cucinato, a titolo gratuito, per i senza fissa dimora.

 

È tanta la solidarietà che ci racconta Alex Moscetta, specialmente da parte di coloro che chiama – di nuovo, attenzione alle parole – “nuovi europei”, ovvero gli stranieri, che ci dice essere in netta maggioranza a servire mensa la domenica. Ma anche una cospicua partecipazione, in particolare nelle città più grandi, da parte di giovani e giovanissimi, tra i sedici e i venticinque anni, che vedendosi sospesi gli studi hanno scelto di dare un contributo tangibile alla propria comunità, servendola con entusiasmo.

 

Ma le preoccupazioni di Moscetta e dei suoi amici sono ora rivolte verso l’immediato futuro, temendo l’onda lunga di una nuova povertà che deve ancora mettersi in moto, sulla scia di una crisi economica che non tarderà ad arrivare.

 

“Siamo sulla stessa barca,” ci spiega Alex, parafrasando l’omelia di Francesco del 28 marzo scorso, in una Piazza San Pietro deserta; “il Papa ha voluto lanciare al mondo questo messaggio potentissimo, proprio perché è in momenti come questo che ci rendiamo conto che non possiamo più continuare a vivere ognuno per sé stesso. In mare ci sono tante barche e quelle più solide sono chiamate ad assistere quelle più fragili.”

 

Tra questi – vittime prime del virus – sono gli anziani. È a loro che negli ultimi tre mesi la Comunità ha rivolto maggiore attenzione, collaborando – tra gli altri – anche con TIM: insieme sono arrivati a consegnare oltre 200 SIM, traffico incluso, sia ad anziani soli ricoverati in strutture sanitare, sia a senza fissa dimora per permetter loro di rimanere in contatto con la Comunità durante il periodo di forte limitazione degli spostamenti.

 

“Pensavamo di restare sani in un mondo malato,” per concludere sulle parole del pontefice. È stato un brusco risveglio, quello che ci ha colti negli ultimi mesi, ma sono i gesti di solidarietà che ci hanno mantenuti vivi e uniti, soprattutto durante l’isolamento. Il ricordarci ad esempio di chi, durante i giorni del #iorestoacasa, fuori, invisibile, una casa non ce l’aveva.

 

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme.”

 

*Comunità di Sant’Egidio, visita santegidio.org

condividi la storia

Altre storie

Storie dei teacher e tutor della Scuola di internet per tutti

I nostri maestri: 120 persone, un’unica grande squadra.

A scuola di futuro con 42 Roma Luiss

La nuova generazione dei talenti digitali

Mygrants: informazioni, educazione e valorizzazione delle persone migranti

La storia della web app che, facendo emergere il potenziale inespresso dei migranti, utilizza la rivoluzione del digitale per fornire nuove soluzioni a un fenomeno destinato a far parte per sempre delle nostre vite.

Dietro le quinte de #LaScuolaContinua

Il servizio Help Desk di TIM in prima linea per fornire un supporto attivo e concreto alla scuola digitale di WeSchool.

#NottePrimadegliEsami

#LaScuolaContinua grazie al digitale e all’impegno di docenti e professori di tutta Italia

#LaScuolaContinua anche a Genova: il Tosca Hub

Una vera e propria web radio che, tutti i martedì, ha accompagnato la vita dei ragazzi dell’Istituto e di tutte le scuole medie genovesi

La stessa barca

Intervista a Alex Moscetta rappresentante della Comunità di Sant’Egidio

I ragazzi di Casal del Marmo

Con il COVID19 la vita in carcere è stata interrotta. Sospesi gli incontri con i parenti, le attività formative come anche quelle lavorative: per questo nasce il progetto Timettoincontatto

#LaScuolaContinua e, grazie alla didattica online, combatte contro il mostro COVID19

Succede a Parma in una seconda media, dove la didattica distanza ha portato alla nascita di giornalino e di un modo nuovo di fare scuola.

#LaScuolaContinua – Codogno

E continua grazie ad Anna, professoressa di italiano che ha spostato le sue lezioni sulle aule di WeSchool, e alla sua 5A, che nonostante l’emergenza #Covid19 si prepara per la maturità 2020.

#LaScuolaContinua a Chiari

E lo fa grazie a un mix di tecnologie accessibili a tutti e “a prova di quarantena”. Ne parliamo con il professor Angelo Rampini.

#LaScuolaContinua a Milano. Anche in quinta elementare

"Una maestra un po' speciale e una sfida lanciata ai suoi bambini per riuscire a portare lampi di creatività anche dentro alla quarantena!"

#LaScuolaContinua a Latina, dall’asilo alle medie

E lo fa grazie a un prof di tecnologia un po’ speciale e all’impegno di tutti i suoi colleghi.

Portare Internet a tutti: storia dei “Digitalist”, gli evangelisti del digitale

Ettore, Valentina e Edoardo sono solo tre dei Digitalist di Italiacamp, in prima linea per portare la rivoluzione di Internet a tutti.

Gaspare, ragioniere a 80 anni

E cittadino digitale di Niscemi a 82. Grazie a Operazione Risorgimento Digitale Gaspare scopre la rivoluzione di Internet e le grandi opportunità fornite dal mondo digitale

Una frase per cominciare: «Benvenuti a Operazione Risorgimento Digitale»

Una testimonianza da Marsala per la prima volta della nostra Scuola di Internet diffusa, inclusiva e gratuita.

Al fianco dei territori per fornire oggi le soluzioni di domani utili a tutti: l’esempio di Capalbio (GR)

Insieme a Huawei nel supportare i piccoli centri del nostro Paese fornendo soluzioni tecnologiche e innovative utili a tutti. A disposizione anche strumenti tecnologici per ragazzi svantaggiati delle elementari e delle media.